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Il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Parma

Museo Archeologico Nazionale, Parma

Il museo Informazioni
Museo Nazionale Archeologico di Parma © SBAER

Il Museo di Parma nasce con decreto regio e con il nome di “Ducale Museo di Antichità” il 20 settembre 1760. La sua costituzione scaturì da un atto di generosità del duca Don Filippo di Borbone verso la città, trovatasi improvvisamente “saccheggiata” di molti oggetti di antichità (quelli che Carlo di Borbone, divenuto re nel 1734, aveva portato con sé a Napoli), e fu scelta quale sede per ospitare i reperti provenienti dagli scavi che lo stesso Duca, quasi a risarcimento della spoliazione subita, aveva avviato nel municipio romano di Veleia (oggi in provincia di Piacenza, ma all'epoca ubicato nel territorio del Ducato di Parma).

 

Scavi e Museo traggono origine da un evento eccezionale: il ritrovamento della più lunga iscrizione romana oggi conosciuta, che riporta il testo di una legge agraria nota col nome di institutio alimentaria, emanata all’epoca degli imperatori Nerva e Traiano.

La Tabula alimentaria

Come l’Accademia e la Biblioteca, il Museo trovò sede nella Pilotta (il palazzo dei servizi della corte dei Farnese, dal nome del gioco della pelota – palla – praticato in uno dei cortili dell’edificio, costruito in più tempi, a partire dalla fine del Cinquecento).
 Il Museo, inizialmente allestito in un edificio addossato al braccio orientale della Pilotta (successivamente demolito), fu poi spostato nel 1817 nella sede attuale (il fabbricato addossato al lato sud del complesso farnesiano), sotto il ducato di Maria Luigia (consorte di Napoleone e posta sul trono di Parma dal congresso di Vienna). In quest’epoca, vengono acquistate alcune collezioni di cui l’erudizione ottocentesca ritiene che il Museo non possa mancare: ceramica greca ed etrusca, bronzi e terrecotte etrusche, iscrizioni, monete e medaglie, reperti egizi ecc.. È, inoltre, sotto l'egida di Maria Luigia che vengono compiute importanti scoperte archeologiche in città che, da un lato, permettono una maggiore conoscenza della Parma romana e, dall'altro, determinano un ulteriore accrescimento della collezione del Museo.


Luigi Pigorini

All’indomani dell’unificazione nazionale (definitivamente raggiunta il 2 ottobre 1870), con tutta l’Emilia, il Museo vivrà una nuova, importante stagione grazie alle ricerche promosse nelle terramare emiliane da Pellegrino Strobel, Luigi Pigorini e Gaetano Chierici. Si tratta della fase più significativa e attiva di questo Istituto, soprattutto per quanto riguarda le ricerche di paletnologia, in termini sia scientifici, sia di scavo. Vero e proprio laboratorio di ricerca, dotato di una delle più fornite biblioteche specialistiche della regione, il Museo di Parma anticipa in quegli anni un tipo di istituzione che tarderà ad affermarsi sin quasi a giorni nostri. Tanto fervore si spegnerà a partire dalla partenza per Roma di L. Pigorini, che “spoglierà” notevolmente il Museo parmense a favore di altre collezioni presenti nella capitale. Miglioramenti si avranno solo a partire dalla metà degli anni Sessanta, quando il Museo di Parma andrà incontro a una fase di riallestimento.

Marco Podini

 

 

Visita il sito del Museo
http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/parma/index.htm link esterno

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