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Il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Parma

Il Medagliere

Fig. 1 – Museo Archeologico Nazionale di Parma, Sala espositiva del Medagliere © SBAER

Il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Parma custodisce, senza dubbio, una delle più importanti collezioni numismatiche del nord Italia; ciò sia per la qualità dei materiali conservati, sia per le modalità della sua formazione (fig.1). Se è vero, infatti, che le raccolte farnesiane furono trasferite a Napoli da Carlo di Borbone (che, divenuto re nel 1734, aveva spogliato Parma di opere di pregio e importanza elevatissimi), va anche ricordato che, già sotto il dominio del fratello Don Filippo e del relativo figlio Don Ferdinando di Borbone, l'attività di raccolta di materiali archeologici e numismatici venne ripresa in modo sistematico e capillare, secondo un processo di progressiva acquisizione e accumulazione di beni tuttora ancora in atto

Il punto di partenza di tale processo va senza dubbio riconosciuto nella decisione di finanziare gli scavi del municipium romano di Veleia (attualmente in territorio piacentino, ma all'epoca facente parte del Ducato di Parma); come è noto, tale scelta fu promossa da Don Filippo di Borbone, da un lato, come forma di “auto-risarcimento” rispetto alla spoliazione delle collezioni farnesiane e, dall'altro, come esplicita manifestazione di un'ideologia di corte diretta a ricreare una sorta di “Pompei del nord” (fig.2). Gli scavi, in ogni modo, portarono alla luce un sito archeologico di grande interesse, nonché reperti di varia tipologia, taluni dei quali anche di enorme pregio (basti pensare al ciclo statuario della basilica o alle produzioni in bronzo); fra questi, un ruolo senza dubbio non secondario ebbero le monete, venendo praticamente a costituire il primo nucleo della collezione numismatica del Museo.

Fig. 2 – "Vestigj dell'antica città di Veleia", 1765  © SBAER

A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, il Medagliere di Parma andò mano a mano arricchendosi, essenzialmente secondo due modalità. La prima consistette nell'apporto delle monete derivanti dai rinvenimenti archeologici: a titolo esemplificativo, basti ricordare le significative scoperte dei tesoretti del Teatro Regio, di Via Mazzini o di Cortemaggiore. La seconda consistette, invece, nell'acquisizione di importanti collezioni numismatiche. Tra queste, degne di nota furono senza dubbio le raccolte Bissi e Strozzi, acquistate nel 1840 dall'allora direttore del museo Michele Lopez, grazie anche alla munificenza di Maria Luigia, Duchessa di Parma, sempre attenta alla promozione di ogni iniziativa culturale nel Ducato. Tali raccolte erano estremamente significative per la presenza di monete delle zecche di Parma e Piacenza e di monete di ambito magno-greco di elevato pregio e rarità. A queste si affiancarono presto le emissioni delle zecche italiane, dal Medioevo al XIX secolo, le collezioni di medaglie, nonché la raccolta di coni e punzoni Farnesiani, Borbonici e del periodo di Maria Luigia. Nel giro di circa due secoli, dunque, il Medagliere di Parma è divenuto senza dubbio una fra le collezioni più importanti per completezza e qualità dei pezzi, fornendo una documentazione completa e coerente del reperto numismatico, dalle sue origini fino ai nostri giorni (fig.3).

Tuttora il suo patrimonio è in costante crescita grazie alle continue scoperte archeologiche che vengono effettuate nel territorio e ai sequestri di beni numismatici operati dalle forze dell'ordine.

Marco Podini

  

  • Notiziario n. 1–2013, pp. 11–18 Sfoglia il volume  link a pdf (MB 7)


Fig. 3 L’allestimento del Museo con l’indicazione del Medagliere  (attualmente chiuso per riordino)
© Museo Archeologico Nazionale di Parma

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