Iasos, rinvenuto nell'agorà un gruzzolo di monete
Un'altra importante testimonianza sulla circolazione monetaria a Iasos in Turchia si aggiunge al "tesoro" rinvenuto nel 1969 dagli archeologi italiani
di Fede Berti
Iasos (Turchia) - Un antoniniano del gruzzolo saldato ad un'altra moneta per effetto dell'incendio verificatosi nel vano B2 della stoa occidentale dell'agorà
Iasos (Turchia) - Un altro dato utile alla ricostruzione della circolazione monetaria a Iasos si aggiunge alla scoperta avvenuta nel 1969, sempre nell'agorà, di un "tesoro". Si trattava allora di un ripostiglio composto da 2997 antoniniani e 11 denari d'argento risalenti al III sec. d.C., nascosto probabilmente alla vigilia di una incursione degli Eruli nella seconda metà del III sec. d.C. A quella scoperta e all'edizione del "tesoro" è stato dedicato un intero volume del Bollettino di Numismatica
n. 40-43
, apparso nel 2005.
Il gruzzolo ora ritrovato è composto da 15 monete, prevalentemente antoniniani in mistura, databili al III sec. d.C. Le monete, sparse ma in alcuni casi accoppiate sono state raccolte dal piano di calpestio del vano B2, più precisamente dal tratto a ridosso della parete meridionale della stanza.
La scoperta è, avvenuta nel corso della campagna del 2007 e consegue alla ripresa degli scavi nell'agorà di età imperiale dell'antica città della Caria, dove dal 1960, su concessione del Governo di Turchia, lavora la Missione Archeologica Italiana di Iasos.
Come attestano le iscrizioni di dedica apposte sulla trabeazione della stoa orientale, l'agorà risale agli anni '40 del II sec. d.C. In quell'epoca, si avviò un intervento di restauro e di riorganizzazione del settore urbano che si estendeva ai piedi della penisola, nella zona dell'istmo. Qui, oltre all'agorà di IV sec. a.C., già si trovava anche il bouleuterion, affiancato da un'area sacra connotata da un tempio distilo in antis.
Dell'agorà erano stati riportati alla luce, in anni lontani, le stoai meridionale e settentrionale (di larghezza doppia rispetto alle restanti), la stoa orientale con i suoi ambienti e con il passaggio di ordine dorico che dava accesso ai quartieri abitativi posti sulle alture della penisola, e, della stoa occidentale, il brevissimo tratto corrispondente all'attuale ingresso con copertura ad arco che si apre nella cortina difensiva urbana risalente anch'essa al IV sec. a.C. Un saggio aperto nel settore centro-meridionale aveva inoltre portato l'attenzione degli specialisti sulla complessa sovrapposizione stratigrafica rinvenutavi, particolarmente significativa per le fasi pre e protostoriche dell'insediamento, le cui prime testimonianze risalgono al tardo Calcolitico.
Il gruzzolo ora ritrovato è composto da 15 monete, prevalentemente antoniniani in mistura, databili al III sec. d.C. Le monete, sparse ma in alcuni casi accoppiate sono state raccolte dal piano di calpestio del vano B2, più precisamente dal tratto a ridosso della parete meridionale della stanza.
La scoperta è, avvenuta nel corso della campagna del 2007 e consegue alla ripresa degli scavi nell'agorà di età imperiale dell'antica città della Caria, dove dal 1960, su concessione del Governo di Turchia, lavora la Missione Archeologica Italiana di Iasos.

Come attestano le iscrizioni di dedica apposte sulla trabeazione della stoa orientale, l'agorà risale agli anni '40 del II sec. d.C. In quell'epoca, si avviò un intervento di restauro e di riorganizzazione del settore urbano che si estendeva ai piedi della penisola, nella zona dell'istmo. Qui, oltre all'agorà di IV sec. a.C., già si trovava anche il bouleuterion, affiancato da un'area sacra connotata da un tempio distilo in antis.
Dell'agorà erano stati riportati alla luce, in anni lontani, le stoai meridionale e settentrionale (di larghezza doppia rispetto alle restanti), la stoa orientale con i suoi ambienti e con il passaggio di ordine dorico che dava accesso ai quartieri abitativi posti sulle alture della penisola, e, della stoa occidentale, il brevissimo tratto corrispondente all'attuale ingresso con copertura ad arco che si apre nella cortina difensiva urbana risalente anch'essa al IV sec. a.C. Un saggio aperto nel settore centro-meridionale aveva inoltre portato l'attenzione degli specialisti sulla complessa sovrapposizione stratigrafica rinvenutavi, particolarmente significativa per le fasi pre e protostoriche dell'insediamento, le cui prime testimonianze risalgono al tardo Calcolitico.
La storia occidentale dell'agorà alla conclusione della campagna di scavi del 2007
Il vano B2 della stoa occidentale dell'agorà dove è stato rinvenuto il gruzzolo con parte dei materiali in situ ed evidenti tracce di incendio (veduta zenitale)










